ROMA Non è un divorzio, sia chiaro. Sa più di coppia in crisi, roba da separati in casa. Giorgia Meloni compie un altro passo sulla strada che la sta progressivamente allontanando da Donald Trump, negando la base di Sigonella ai bombardieri Usa intenzionati a fare un pit stop nel campo nella piana di Catania per poi far rotta verso il Medio Oriente. I voli a cui è stato opposto il disco rosso, come raccontato dal Corriere della Sera, non sono compresi nel trattato con il nostro Paese. Dunque il niet allo scalo, avvenuto una manciata di giorni fa, «è un automatismo», viene spiegato da fonti vicine al dossier. Ciononostante il ministro della Difesa Guido Crosetto, deux et machina della vicenda, informa a notte fonda la premier dell’accaduto. Viene avvisato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che tuttavia, puntualizza il Quirinale, è «informato ma non partecipe alla decisione». Tutti coloro che dovevano sapere, dunque, erano a conoscenza della vicenda. Nulla è stato lasciato al caso.
Ma la fuga di notizie di ieri ha sorpreso Palazzo Chigi, perché certe decisioni solitamente vengono prese ma sono destinate a restare nell’ombra. È quel che è accaduto per i bombardieri Usa diretti in Libia e Siria ben prima che Meloni conquistasse Palazzo Chigi. Resta però il fatto che, nonostante il no agli americani fosse un atto dovuto nel rispetto degli accordi internazionali, il fermo stop dell’Italia finisce per fare gioco alla premier, convinta che la guerra innescata con l’attacco in Iran abbia inciso anche sulla debacle referendaria. E l’abbraccio di Trump, che ha sempre avuto parole di miele per “wonderful Giorgia”, trasformarsi in un abbraccio mortale, fiaccando un elettorato alle prese con i rialzi di gas, luce e benzina.









