Rottura, almeno per ora, tra Donald Trump e Giorgia Meloni. La miccia sono state le durissime critiche del primo a Papa Leone XIV, stigmatizzate in modo altrettanto duro dal premier. E così, ecco che Trump ha rincarato mettendo nel mirino proprio Meloni, dicendosi "scioccato dal fatto che non sostiene la guerra in Iran" e aggiungendo che "pensavo fosse una persona diversa".

Un grosso caso politico. Una vicenda che ha spinto quasi l'intero arco parlamentare ad esprimere solidarietà a Meloni e alle nostre istituzioni: per intendersi Elly Schlein, tutto il Pd e financo Angelo Bonelli, pur con alcuni distinguo, si sono schierati al fianco del premier. Ma ovviamente ci sono delle eccezioni, per esempio Giuseppe Conte (e il M5s) così come Matteo Renzi, che hanno colto il pretesto per attaccare, va da sé, il premier.

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Bene, c'è anche un'altra eccezione degna della peggior nota, quella che risponde al nome di Nicola Fratoianni di Avs, il quale di fatto percorrendo un sentiero differente rispetto a quello di Bonelli ha scelto di attaccare Meloni. Indulgendo a formule che sfioravano l'insulto: "E pensare che il duro attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni non nasce certo dal fatto che la presidente del consiglio italiano ha osato parlare di guerra illegale contro l'Iran, o da chissà quale levata di scudi nei confronti del presidente Usa, semplicemente ha difeso Papa Leone XIV. Meloni insomma ha fatto il minimo sindacale", premette con sprezzo Fratoianni.