ROMA Per ora è solo un'idea abbozzata a matita a Palazzo Chigi. Un nuovo viaggio a Washington di Giorgia Meloni, per incontrare Donald Trump alla Casa Bianca. Un ultimo faccia a faccia nello Studio Ovale prima che in Italia la campagna per le Politiche prenda il sopravvento. Le agende vanno incrociate e si possono incrociare. C'è una finestra a fine luglio. Un'altra in alternativa a settembre, magari a ridosso dell'Assemblea generale dell'Onu a New York.

Molto dipende da quale esito avranno le prove tecniche di disgelo fra Italia e Stati Uniti, dopo settimane di attacchi, perfino personali, del presidente americano alla timoniera del governo italiano. Molto dipende, certo, dall'incontro che questa mattina Meloni avrà a Palazzo Chigi con il segretario di Stato americano Marco Rubio. A cui la leader italiana affiderà un messaggio per Trump, che l'inviato Usa ha sentito ieri pomeriggio al telefono dalla residenza di Villa Taverna per aggiornarlo dell'incontro con papa Leone. E il messaggio è il seguente: «Siamo alleati leali. Ma un rapporto di alleanza deve andare in entrambi i sensi ed essere paritario». Passino gli sfoghi del Tycoon sui social, gli attacchi sconfinati nel personale: Meloni non insisterà con Rubio.