Il Consiglio dei ministri del 27 marzo ha decretato una beffa, forse senza precedenti, per le imprese industriali che avevano puntato sugli incentivi all’innovazione. Gli “esodati” del piano Transizione 5.0 del 2025, cioè le aziende che avevano regolarmente presentato 7.417 progetti ed erano in lista d’attesa a causa dell’esaurimento delle risorse, riceveranno solo il 35% del credito d’imposta richiesto. In pratica un terzo dell’agevolazione spettante.

Solo beni strumentali

Non solo. A essere coperto sarà esclusivamente il credito d’imposta degli investimenti in beni strumentali, aumentato delle spese sostenute per adempiere agli obblighi di certificazione. Sono esclusi gli investimenti per efficienza energetica e negli impianti per energia da fonti rinnovabili. L’agevolazione rientra dunque in tutto e per tutto nel perimetro del vecchio piano Transizione 4.0.

La comunicazione

Sarà il Gse (gestore dei servizi energetici) a comunicare ai soggetti interessati il credito d’imposta utilizzabile, dandone preventiva comunicazione all’agenzia delle Entrate,