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29 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:41

All’indomani dello strappo con Confindustria sul taglio del 65% – a sorpresa – dei residui crediti fiscali previsti da Transizione 5.0, il governo convoca le imprese per discuterne. Il tavolo si terrà al ministero delle Imprese mercoledì primo aprile. La convocazione è arrivata dallo stesso Mimit, d’intesa con il ministero dell’Economia e con il ministero per gli Affari europei e del Pnrr, ovvero dai tre rappresentanti dell’esecutivo, Adolfo Urso, Giancarlo Giorgetti e Tommaso Foti. Gli stessi che a fine 2025 avevano rassicurato a più riprese gli imprenditori sul tema.

Il confronto, invocato a gran voce dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, verterà su quella che le imprese hanno definito una misura “molto penalizzante” e tale da “minare la fiducia verso le istituzioni”. La norma inserita nel decreto approvato venerdì prevede che, alle aziende che avevano fatto investimenti nel 2025 con domande presentate dopo che era stato raggiunto il limite previsto per Transizione 5.0, spetti nel 2026 un credito d’imposta “nel limite di spesa di 537 milioni di euro pari al 35 per cento dell’ammontare del credito d’imposta richiesto”. Troppo poco, secondo gli imprenditori, rispetto agli 1,3 miliardi inseriti nella legge di Bilancio a favore delle imprese e stabilito per di più “in modo ingiustificato”.