Il governo apre al confronto con le imprese su Transizione 5.0, anche se al suo interno le voci dei principali interessati, Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso, rimangono discordanti.

Il tavolo convocato in fretta e furia al Mimit, a cui presenzierà anche Tommaso Foti, sarà una necessaria e probabilmente movimentata occasione di scambio di opinioni, ma anche di ascolto, dopo l'approvazione del decreto fiscale che ha scatenato l'ira di Confindustria.

Il tentativo sarà quello di sanare la spaccatura nata con gli industriali, ma anche di fare i conti con la contrapposizione emersa tra Mef e Mimit.

Anche perchè nel giro di pochi giorni - al momento si parla del 3 aprile - il cdm tornerà a riunirsi per affrontare una nuova questione, ovvero cercare altre risorse per la proroga del taglio delle accise, in scadenza subito dopo Pasqua.

Continuando a monitorare attentamente la situazione internazionale e tutti i possibili risvolti della crisi, l'esecutivo sta lavorando ad un prolungamento della misura anche dopo il 7 aprile, confermando però la breve durata dell'intervento costato poco più di 400 milioni. Su Transizione gli incontri tra i tecnici di Mimit, Mef e Affari europei sono andati avanti tutta la giornata per valutare le possibili soluzioni. Le posizioni di Giancarlo Giorgetti e Adolfo Urso restano però distanti. Il primo rimane fermo sulla sua linea: dagli incontri con gli imprenditori di novembre scorso ad oggi, il Mef si è mostrato coerente sin dall'inizio.