E se fosse giunto il momento di prendere atto che le Italie son due e non una? A prescindere da ogni giudizio di valore, che ognuno può dare secondo coscienza e secondo la propria sensibilità, anche i risultati referendari di ieri certificano che il nostro Paese, a più di un secolo e mezzo dall’unificazione, è spaccato in due. Il Sì alla riforma costituzionale è infatti risultato vittorioso al Nord, in particolare nelle tre regioni governate dalla Lega (Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia), mentre il Sud ha votato in stragrande maggioranza per il No. Che significa ciò? Facciamo un ragionamento. La riforma della giustizia si proponeva di modernizzare la nostra Costituzione in un suo aspetto particolare, ma determinante: garantire meglio quell’autonomia e indipendenza della magistratura che la Carta sancisce solennemente e che è minacciata oggi da una eccessiva politicizzazione, attraverso il sistema delle correnti, del corpo giudiziario. In sostanza, non solo non si tradiva la Costituzione, ma anzi se ne esaltava lo spirito.

I Padri costituenti, a cominciare dal tanto citato e poco letto Piero Calamandrei, erano stati infatti chiari su questo punto: la Carta deve essere considerata spirito vivente, in movimento, fatta vivere dagli uomini ogni giorno, non una vuota formulazione di articoli da imbalsamare e conservare in una teca come reliquie sacre e intoccabili. Ora, è proprio questo atteggiamento astrattamente conservativo che è prevalso ancora una volta al Sud, confermando una frattura politica in senso geografico che è data anche dal predominio nelle regioni meridionali di forze di sinistra trainate da cacicchi vari che hanno messo in opera un sistema di potere politico-clientelare difficilmente scalfibile. Il significato ultimo di tutto questo è che quel traguardo che hanno avuto sempre in mente i meridionalisti, e le classi dirigenti più illuminate e colte, non solo del Mezzogiorno, nonostante gli sforzi e le risorse impiegate, è risultato fallimentare: in seno alla compagine nazionale restano forti ed evidenti le differenze fra le due parti del Paese.