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Ultimo aggiornamento: 7:10

1. L’affluenza al 58,9% ci dice che essere un Paese di sonnambuli (definizione de Censis) non è destino manifesto, ma tendenza che può essere sovvertita.

2. L’affluenza al Sud è di circa dieci punti inferiore al Nord. Un motivo sempre più strutturale viene spesso tralasciato: i registri elettorali dei Comuni meridionali riportano i nomi di tante persone che al Sud non ci vivono più. È il frutto dell’emigrazione, l’emorragia di braccia e cervelli: più di un milione di emigrati dal 2014; perdita netta di 116mila persone nel solo biennio 2023-24. È un pezzo della enorme Questione Meridionale. Che l’eventuale autonomia differenziata peggiorerebbe;

3. L’affluenza tra i giovani è stata più alta che tra le altre fasce d’età: secondo le stime Ipsos, nella fascia 18-28 anni si è astenuto “solo” il 33% degli aventi diritto. Tra questi anche studenti fuori sede cui questo governo nega il diritto al voto. Uno dei provvedimenti urgenti è restituire questo diritto a questa fetta di popolazione (anche a lavoratori e lavoratrici fuori sede). Anche qui siamo di fronte a una controtendenza rispetto ai dati registrati nelle ultime tornate elettorali. Potremmo trovarci di fronte agli effetti della nascita della Generazione Gaza, quella che ha manifestato contro il genocidio dalla fine del 2023, con le piazze strapiene di settembre e ottobre 2025, e che oggi ha votato in numeri massicci;