Prevedere come e quando finirà la guerra sta sempre diventando più difficile. E si fa strada l'idea che il futuro sarà comunque a lungo segnato dalle conseguenze globali che già si stanno facendo sentire. A cominciare dai costi economici, che vanno ben oltre quelli - esorbitanti - degli armamenti che andranno rimpiazzati a suon di dollari. Gli indicatori comunemente utilizzati sono il prezzo del greggio e li listini di Wall Street. Anche perché si riflettono sui cambiamenti di umore di Trump. Ma, al punto in cui siamo, l'impatto del petrolio va ben oltre il blocco - o sblocco - dello stretto di Hormuz.

A cominciare dai paesi del Golfo che, fino a poche settimane fa, venivano considerati un paradiso economico, la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale, grazie agli investimenti miliardari in datacenter e agli accordi di cooperazione finanziaria siglati direttamente con Trump e i suoi familiari. Oggi, proprio questo legame li ha trasformati nel bersaglio privilegiato dell'Iran. Ribaltando - con la crudezza delle foto dei bombardamenti - l'immagine di nuova mecca del turismo, al punto che un reportage del New York Times si domanda se Dubai, il loro simbolo più prezioso, abbia ancora un futuro.