Per molti è stato l’enologo più influente del nostro tempo. Il mondo del vino piange Michel Rolland, scomparso venerdì 20 marzo a Bordeaux. Aveva 78 anni. Un professionista che ha lasciato un segno profondo sia come produttore sia come consulente, con collaborazioni in oltre 150 tenute distribuite in più di 20 Paesi. A queste si aggiungono centinaia di aziende che nel tempo si sono affidate alle ricerche del laboratorio “Rolland & Associés” di Pomerol. Una notizia, resa nota da Winenews, che sta facendo il giro del mondo e che lascia senza parole produttori, wine lover, collezionisti. “Una persona straordinaria”, ricorda il produttore umbro Marco Caprai parlando a Il Gusto.

Michel Rolland, guru dell’enologia: "Il vino è una bevanda alcolica, no ai prodotti da marketing"

Nato a Bordeaux, è divenuto presto cittadino globale del vino. In tanti lo chiamavano “flying winemaker” – soprannome legato alla sua attività instancabile tra un continente e l’altro – e “Mr Blend”, per la straordinaria abilità nell’assemblaggio delle uve, parcella per parcella, filare per filare. Figura chiave degli ultimi cinquant’anni, nel campo mediatico è stato anche, insieme al critico Robert Parker (fondatore di “The Wine Advocate” e del sistema di valutazioni dei vini dei “100 punti”), uno dei simboli della globalizzazione del gusto, contribuendo a orientare lo stile dei vini verso profili più ricchi, maturi e strutturati.