Sessantasette tipi di suolo. Cinquant’anni di ricerca. Un uomo. Uno che vede la vie en rose, ma all’italiana. Mattia Vezzola ha lavorato in tanti luoghi, ha conosciuto tantissime persone, ma in fondo ha sempre fatto una cosa sola, il vino, e l’ha fatta bene. In più, ha completamente rifondato l’idea del rosatoin Italia e l’ha portata al massimo, facendone uno stile di vita. È di pochi giorni fa l’anteprima cinematografica romana che nel brindisi ha abbinato Rosa Mara, rosé metodo classico di Vezzola, a The Drama – Un segreto è per sempre, la nuova pellicola di Kristoffer Borgli, storia romantica e ricca di sfumature, esattamente come quel vino.

Nella sua tenuta Costaripa, a Moniga del Garda, da cui si vede quello splendore di lago che sembra un mare, Vezzola parla delle sue collaborazioni, dei suoi studi, delle sue scelte, e intanto scorre un film che parte dagli albori dell’enologia italiana di valore e arriva fino ad oggi. I navigati produttori francesi che gli hanno dato i primi consigli determinanti, i decenni con Bellavista, l’amicizia con i grandi intenditori (“Solo confrontandosi con sapienze ed esperienze altrui si può costruire la propria idea del vino”, è la sua filosofia). La prima scossa alla sua consapevolezza di esperto, figlio e nipote di viticoltori, la riceve inevitabilmente in Francia, dove va dopo il diploma. Non in un posto qualunque, ma in Champagne, e la sua visione cambia.