Milano, 21 ago. (askanews) – Si è spento oggi a 89 anni Ampelio Bucci, il produttore che ha rivoluzionato il Verdicchio dei Castelli di Jesi fino a farlo diventare un vino di culto. Nato a Montecarotto (Ancona) il 3 luglio 1936, si è trasferito presto a Milano dove si è laureato alla Bocconi in Economia, ed è stato tra l’altro docente universitario e vicepresidente di Domus Academy. Rientrato nelle Marche, nel 1982 ha prodotto il suo primo Verdicchio, per poi fondare l’anno seguente Villa Bucci a Ostra Vetere (Ancona) mettendo insieme i diversi appezzamenti che la famiglia aveva in quel territorio.
Con il grande enologo, bolzanino e “bianchista”, Giorgio Grai (scomparso nel 2019) ha dato vita ad uno stile personale e unico, costruito anche su scelte controcorrente come quella di far maturare i vini in botti grandi di rovere di Slavonia, e dal preferire i blend di uve di vitigni diversi al “purismo” dei cru. Un innovatore che ha portato il vino marchigiano in tutto il mondo e negli anni si è distinto come un protagonista intelligente e colto dell’enologia italiana, che gli sono valsi riconoscimenti e un generale rispetto.
Tredici mesi fa Villa Bucci è stata acquisita dal Gruppo Oniwines della famiglia Veronesi. “Sono profondamente addolorato dalla perdita di Ampelio Bucci” ha dichiarato Federico Veronesi, ricordando che “è stato un uomo in grado di contribuire in maniera innovativa e importante alla crescita e affermazione del vino italiano di qualità nel panorama nazionale e internazionale, oltre che una persona di grande cultura e creatività. Insieme a Giorgio Grai ha creato il mito del Verdicchio, una leggenda capace di vivere nel tempo. Sarà per noi un impegno – ha concluso Veronesi – portare avanti la sua eredità e tenere alto il nome di questo grande vino”.






