(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nuova seduta da dimenticare per Inwit -7,10%

dopo la revisione al ribasso della guidance 2026 e del medium-term outlook, decisa dal Cda che si è riunito per analizzare lo stato dei rapporti con Telecom Italia -0,84%

e Fastweb+Vodafone e la jv da loro annunciata per costruire fino a 6.000 torri, ritenuta «in contrasto con gli Msa», master service agreement, che ci sono con Inwit. Il titolo si è riportato a un livello che non si vedeva dalla fine del 2018. Le azioni già alla vigilia avevano ceduto il 15,6% proprio a causa dell’accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone per la costruzione e gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia, annuncio che per gli analisti rappresenta una «minaccia» per l’operatore di infrastrutture per le telecomunicazioni wireless.

«Lo spazio negoziale tra le parti non sia ancora del tutto chiuso, anche se chiaramente il confronto è diventato molto aspro», sottolinea Equita. Detto ciò, il direttore generale di Inwit, Diego Galli, ha chiarito che «non c'è stata nessuna conversazione ieri con Tim e Fastweb+Vodafone» e che «l'Msa con Fastweb+Vodafone termina a marzo 2038, metteremo in campo ogni azione necessaria per chiarire questo». Inwit, inoltre, ha rilevato «la crescente conflittualità espressa dagli anchor tenants e la loro strategia di pressione negoziale», motivo per cui ha rivisto le guidance e per il 2026 attende ora ricavi nel range 1,050-1,090 milioni di euro; ebitda margin pari a circa il 90%; ebitdaal margin pari a circa il 72%; recurring free cash flow nel range 550-590 milioni di euro; dividendo per azione almeno pari al valore dell’esercizio 2025 (confermato a 0,55 per azione).