Parte la guerra delle torri del 5G. E si apre lo scontro nelle aule del Tribunale di Milano. Nella mattinata di oggi, mercoledì 25 marzo, Fastweb + Vodafone ha notificato la disdetta del Master service agreement (Msa, ossia il contratto di servizio) con Inwit. In una nota, la società di telecomunicazioni controllata da Swisscom evidenzia che «i costi dei servizi di Inwit non risultano in linea con i benchmark di mercato».
Inoltre, aggiunge, si è palesata una «mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento». Un punto che l’altro attore in gioco esclude in modo netto. La rottura, comunque, ruota attorno ai prezzi «superiori a quelli di mercato applicati da Inwit», in sostanza. Le ripercussioni sono chiare: meno investimenti «necessari per continuare a offrire reti mobili di alta qualità e contribuire alla digitalizzazione dell’Italia», sottolinea Swisscom.
I motivi dello scontro
Ma perché arrivare a questo punto? Un accordo non vincolante tra Tim e Fastweb + Vodafone per costruire 6.000 torri tramite una joint-venture e, soprattutto, un nodo interpretativo. Per Inwit gli accordi hanno durata fino al 2038 grazie alla formula 8+8, con prolungamenti in base al change of control del 2022. Per Swisscom la revisione si colloca al 2028. Per ambienti vicino a Tim – anch’essa ha Msa in essere con Inwit – la conclusione è nel 2030.










