Londra, Regno Unito – Domenica 15 marzo sono cominciate a Roma le lezioni “sull’Anticristo” di Peter Thiel. Il presidente di Palantir Technologies, società di analisi dati e sorveglianza strategica al servizio di mezzo mondo, dal governo degli Stati Uniti alla Cia, da Stellantis a British Petroleum, passando per la Nato, ha portato in Italia un format già riprodotto in passato e spesso tenutosi off the record, riservato ad auditori selezionati e con location comunicate solo poche ore prima dell’evento ai diretti interessati. È stato così solo qualche settimana fa, quando Thiel ha parlato a Cambridge sostenendo che “regolare lo sviluppo tecnologico favorirebbe il totalitarismo” e che Reform Uk, il partito di estrema destra co-fondato da Nigel Farage e attualmente in testa nei sondaggi, “è l’unica possibilità di salvezza per il Regno Unito”. Nonostante le tante proteste da parte degli studenti, legate soprattutto alle accuse documentate di un coinvolgimento di Palantir nelle operazioni militari di Israele a Gaza (ma sempre negate dall'azienda), non è un caso che Thiel abbia scelto il Regno Unito per esprimere una summa del suo pensiero, un tecno-spiritualismo dove tutto ciò che si oppone all’imporsi della tecnologia è da mettere all’indice.Il cosiddetto “Anticristo” è un concetto che non ammette negoziazione: o sei con me o sei contro di me, nessuno escluso. Neanche lo Stato, soprattutto lo Stato e specialmente i suoi processi burocratici e istituzionali, questi ultimi basati su pesi, contrappesi e garanzie costituzionali, è escluso da questa personale caccia alle streghe. Predica l’Anticristo ma pratica l’anti-stato, Peter Thiel. Ed è per questo motivo che, per capire quanto la sfida del futuro di Thiel consista nell’agire sulle istituzioni che costituiscono il presente, ovvero gli Stati, è fondamentale guardare a quanto sta accadendo nel Regno Unito. Dopo gli Stati Uniti, il paese che più ha aperto le porte della propria macchina interna al magnate e alla sua società di analisi dei dati, Palantir Technologies.La piattaforma con cui si centralizzano i dati sanitari degli inglesiPochi giorni fa, l’ong britannica attiva nell’ambito della giustizia sanitaria Medact ha pubblicato un briefing intitolato Concerns regarding Palantir Technologies in the Nhs data system, in cui solleva svariati dubbi riguardo all’uso dei software di Palantir nella gestione dei dati dell’Nhs England, il sistema sanitario nazionale, per far funzionare la Federated Data Platform (Fdp).Si tratta di un’infrastruttura digitale progettata per collegare e analizzare i dati sanitari dei pazienti, oggi frammentati all’interno di database di ospedali, laboratori clinici, piattaforme dei medici di base. Nel novembre 2023, l’allora governo conservatore guidato da Rishi Sunak aveva assegnato a un consorzio guidato da Palantir un contratto da 330 milioni di sterline per lo sviluppo della Fdp: l’accordo, della durata di sette anni, prevedeva la creazione di un sistema centralizzato in grado di convogliare in un unico database i dati di fino a 240 realtà del sistema sanitario. Si tratta nello specifico dei grandi trust, ospedali principali, centri diagnostici e tutte quelle realtà strategiche che gestiscono la maggior parte dei dati operativi e clinici dei pazienti: “Riunendo dati in tempo reale come la disponibilità di posti letto ospedalieri, le liste d’attesa, i turni del personale e le forniture mediche, il personale può pianificare e massimizzare le risorse per garantire che i pazienti ricevano cure in tempi più rapidi”, si legge nel documento ufficiale.Una protesta contro la presenza di Palantir nel sistema sanitario inglese, in relazione al ruolo dell'azienda a Gaza.
Le teorie di Peter Thiel prendono forma nel Regno Unito, i dati sulla salute degli inglesi verranno gestiti da Palantir
A Londra è nato un caso dopo la chiusura di un contratto tra Palantir e il sistema sanitario inglese che centralizzerà la gestione dei dati dei pazienti. Ma è solo l'ultimo degli accordi tra Regno Unito e Peter Thiel














