A volte non si sa se sorridere o scoraggiarsi: lungo qualche millennio di storia, questa città ha visto l’ascesa e la caduta di un impero, ha conosciuto re e papi, gloria e decadenza. Eppure, nelle sue attuali espressioni di potere profondo (tutte ostili al governo Meloni, questo è chiaro: la premier è vissuta come un “incidente” da chi preferirebbe il ritorno alla palude dei governi semitecnici), mostra un provincialismo gretto e una chiusura che fanno impressione.