Dal 15 al 18 marzo arriva a Roma Peter Thiel, in piena Quaresima, per parlare della sua visione del mondo e dell’Anticristo, un tema che lo affascina. Thiel è il fondatore della società Palantir (nome mutuato dal Signore degli Anelli), leader mondiale nel campo della raccolta dati, della sorveglianza e dell’intelligence. Ma è anche il grande sponsor del cattolico JD Vance. Saranno tre le conferenze sull’Anticristo (solo su invito, a porte chiuse e strettamente off the record, quindi niente telefoni, niente registrazioni, divieto di divulgazione). Non c’è conferma ma secondo HP una delle sedi delle conferenze sarà l’Angelicum, dove ha studiato Papa Leone XIV.

Questa premessa era necessaria perché curiosamente l’arrivo di Thiel a Roma coincide con l’uscita di un interessante studio edito da Il Mulino e scritto da Lucio Biasiori, Il bambino dell’Apocalisse. Vera storia del falso Anticristo di Babilonia. Un libro di storia, che si basa su un’accurata esegesi delle fonti ma che dimostra anche come certi temi apocalittici, un certo clima millenaristico, siano destinati a diffondersi con maggiore rapidità e incisività in tempi di crisi profonda segnata da guerre come quella attuale. Il libro parla infatti della fortuna, tra i ceti popolari ma anche nella cerchia dei “dotti”, della Lettera del Gran Maestro degli Ospitalieri che riferisce della nascita a Babilonia (una imprecisata città orientale) di un bimbo mostruoso e misterioso che rappresenterebbe l’Anticristo. La leggenda circola dapprima nella tradizione orale mentre le prime versioni manoscritte della Lettera risalgono al 1385 e fingono di essere state inviate da Rodi, presidio dei cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, alla Signoria di Venezia e di altre città d’Italia.