Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Chi era a Palazzo Taverna ha assistito a delle lezioni molto diverse da quelle raccontate dalla stampa
Nel chiostro di Palazzo Taverna brillano bargigli di sole, riflessi dai ciottoli bianchi e dalle pareti colme di rampicanti. Un gradevole vento accompagna i pensieri di chi si approssima all'ingresso, involontariamente scortato da un drappello di giornalisti la cui impetuosità scema con il passare dei giorni e con la mancanza di gossip polemico. Oltre la soglia, gli invitati entrano e assiepano la deliziosa sala immersa in una baudelairiana atmosfera di luci basse, dipinti gravi e dalle pareti austere.
Un ritorno a quel mistero del silenzio che Sergio Quinzio avrebbe celebrato con la sua massima «anche la polvere del nostro amore è qualcosa, confrontata al nulla del mondo».











