Un'analisi lucida di padre Spadaro sul techno-guru: il gesuita critica alcune idee, però non scomunica l’imprenditore su progresso e geopoliticadi Antonio Soccigiovedì 19 marzo 20264' di letturaA tirar fuori l’Anticristo dai libri di teologia, con una serie di conferenze romane, è stato il miliardario americano Peter Thiel, fondatore di Palantir Technologies, specializzata in analisi di big data e Intelligenza artificiale. Il nome Palantir viene dal “Signore degli anelli”: i palantiri sono le “Pietre Veggenti”, oggetti potenti e rischiosi. I giornali italiani hanno trattato Thiel come il marziano a Roma di Flaiano e hanno ripetuto banalità sull’Apocalisse. L’Osservatore romano ha fatto intervenire Eugenio Mazzarella, già parlamentare del Pd (è la solita subalternità clericale alla sinistra), che ha esternato la propria avversione commentando non le conferenze romane di Thiel, ma un suo libro del 2014 sulle startup (che non c’entra nulla).Invece una riflessione profonda sulle conferenze è quella (su Substack) di padre Antonio Spadaro che, evidentemente, ha presenziato o ha conosciuto lui e i suoi testi. Va ricordato che il gesuita, ex direttore della Civiltà Cattolica, è attualmente Sottosegretario del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione. È un ruolo istituzionale significativo. L’analisi acuta e rispettosa di Spadaro sorprende e fa pensare che – diversamente da quanto scrivono i giornali – ci sia un dialogo indiretto fra la Santa Sede e Thiel che rappresenta le potenze tecnologiche e finanziarie dell’IA e l’ambiente dell’attuale amministrazione americana (è stato lui a suggerire Vance per la vicepresidenza Usa). L’intelligenza artificiale cambia i conflittiL’altro ieri la Casa Bianca ha reso noto sui social di essere in possesso di informazioni di intelligence secondo ...L'ELEZIONE