Il tour di conferenze sull'Apocalisse di Peter Thiel non è ancora finito, esattamente come il mondo. Da oltre due anni il miliardario – reduce da una tappa romana che ha sollevato diverse polemiche – calca le scene globali per diffondere le sue idee di ispirazione biblica sul giorno del giudizio davanti a una serie di intervistatori variamente (e talvolta visibilmente) perplessi. Prima di sbarcare in Italia, Thiel ha chiacchierato sul palco del katechon con l’economista e podcaster Tyler Cowen, e ha scambiato silenzi carichi di imbarazzo davanti alle telecamere con l’editorialista del New York Times Ross Douthat.A seconda di come la pensiate, potrete trovare esilarante, affascinante, insopportabile o terrificante che uno degli uomini più potenti del mondo sia ossessionato da una figura che popola prediche e film dell'orrore. Ma le idee e le influenze che stanno alla base di questi discorsi sono fondamentali per capire come Thiel vede il suo ruolo da protagonista nel mondo: nella politica, nella tecnologia e nel destino della nostra specie. Per comprendere appieno la visione di Peter Thiel su Anticristo e katechon è necessario tornare alla prima grande conferenza del suo road show apocalittico, che si è svolta in una giornata insolitamente calda a Parigi nel 2023. Anche se nessuna telecamera era presente per registrare l'evento e nessun giornalista ne ha parlato, siamo riusciti a ricostruire i fatti parlando con chi era presente.Dentro la mente di Peter ThielPeter Thiel e l'AnticristoLa complicata influenza di Wolfgang PalaverRivalità mimetica e capro espiatorioLa filosofia apocalittica di Peter Thiel: un glossarioGli anni dell'universitàL'incontro con PalaverLo shock dell'11 settembreL'avvicinamento al conservatorismo nazionaleLa “creazione” di JD VanceCosa pensano gli altri girardianiKatechon o Anticristo?Peter Thiel e l'AnticristoLa sede era una conferenza annuale di studiosi devoti alla principale influenza intellettuale di Thiel: il defunto teorico franco-americano René Girard (Thiel si definisce un "girardiano di ferro"). La sera della conferenza, decine di filosofi e teologi girardiani provenienti da tutto il mondo si sono riunioni in una modesta aula magna dell'Università Cattolica di Parigi. Sul palco, Thiel ha sviluppato per quasi un'ora i suoi pensieri sull'Armageddon, e su tutte ciò che riteneva "non sufficiente" a sventarlo.Secondo Thiel, il mondo moderno ha paura, troppa paura, della propria tecnologia. La nostra epoca "apatica" e “da zombie” – per usare le sue parole di quella sera – è segnata da una crescente ostilità all'innovazione, da tassi di fertilità in calo, da troppo yoga e da una cultura impantanata nell'"infinito giorno della marmotta del world wide web". Ma nel tentativo affannoso e disperato per scongiurare l'Apocalisse tecnologica – le minacce concrete di una guerra nucleare, catastrofi ambientali, un'intelligenza artificiale fuori controllo – la civiltà moderna è diventata suscettibile di qualcosa di ancora più pericoloso: l'Anticristo.Secondo alcune tradizioni cristiane, l'Anticristo è una figura che riunirà l'umanità sotto un unico dominio prima di consegnarla all'Apocalisse. Per Thiel, questo grande Male è sinonimo di pressoché qualsiasi tentativo di unire il mondo. "Come potrebbe un simile Anticristo salire al potere?", ha chiesto Thiel. "Giocando sulle nostre paure della tecnologia e attirandoci verso la decadenza con il suo slogan: pace e sicurezza". In altre parole: soggiogando una specie terrorizzata, promettendole di salvarla dalla fine dei tempi.A titolo illustrativo, Thiel ha suggerito che l'Anticristo potrebbe apparire sotto le spoglie di una persona come il filosofo Nick Bostrom, un teorico con una visione catastrofista dell'AI, che nel 2019 scrisse un documento che proponeva un sistema di emergenza di governance globale, polizia predittiva e limitazioni alla tecnologia. Ma Bostrom non era l’unico: Thiel vedeva potenziali Anticristi in un intero zeitgeist di persone e istituzioni "focalizzate esclusivamente sul salvarci dal progresso, a ogni costo".In questo senso, l'umanità si troverebbe di fronte a una duplice minaccia esistenziale: deve evitare sia la calamità tecnologica che il regno dell'Anticristo. Ma per il miliardario che parlava dal podio di una conferenza parigina, era quest'ultimo a risultare molto più terrificante. Per ragioni che affondano sulla teoria girardiana, Thiel crede che un simile regime possa scatenare un'esplosione di violenza feroce che avrebbe messo fine alla civiltà. E non è sicuro che esistano dei katechon capaci di tenerla a bada.Quando Thiel ha finito di parlare, un moderatore ha aperto alle domande presentando il discorso appena concluso come un colpo tremendo. Se il mondo sta precipitando verso una crisi apocalittica, ha chiesto, cosa suggerirebbe di fare Thiel?"Respingere l'Anticristo", è stata la risposta. Ma al di là di questo, l’investitore tech ha specificato che il suo compito – come quello di Girard, d’altronde – non era propriamente quello di offrire consigli pratici.Pochi istanti dopo, qualcuno tra il pubblico si è alzato per fare una precisazione. "Ciò che ha detto su Girard non è esatto", ha detto una voce maschile.Thiel – che spesso ha la tendenza a fare muro o a travolgere i suoi interlocutori – ha socchiuso gli occhi nella direzione di chi parlava, cercando di capire chi lo stesse contestando. La voce aveva le vocali rotonde e le "r" morbide di un riconoscibile accento austriaco ed esprimeva una pacata, familiare autorità. "Molte volte", ha continuato l'oratore, "i giovani chiedevano a Girard: 'Cosa dobbiamo fare?'. E Girard diceva loro di andare in chiesa". A quel punto, Thiel ha finalmente riconosciuto chi stava parlando. Si è sporto verso il microfono. "Wolfgang?".La complicata influenza di Wolfgang PalaverLa voce era quella di Wolfgang Palaver, un teologo sessantaquattrenne di Innsbruck, in Austria, che Thiel aveva visto l'ultima volta nel 2016, l'anno in cui entrambi avevano tenuto un elogio al funerale di Girard. Palaver ha un viso tondo, baffi bianchi da studioso e occhi permanentemente segnati dalle zampe di gallina. Ma quella sera a Parigi nella sua voce non c'era traccia di umorismo. Ed era evidente che godesse del rispetto del miliardario.Sei mesi dopo, Thiel ha tenuto una nuova conferenza sull'Apocalisse, questa volta alla Catholic University of America. Secondo il resoconto di un partecipante, l'argomentazione era pressoché identica a quella enunciata a Parigi. Se non per il fatto che questa volta Thiel ha indicato ai suoi ascoltatori come salvarsi, districandosi nell'angusta strada tra l'Apocalisse e l'Anticristo: "Andate in chiesa".Thiel ha ribadito il concetto in un'intervista di ottobre alla Hoover Institution: "Girard diceva sempre che bisogna solo andare in chiesa, e io cerco di andare in chiesa". E ancora la scorsa primavera, frustrando uno dei tanti tentativi falliti del podcaster Jordan Peterson di prendere la parola: "La risposta di Girard sarebbe, di nuovo, qualcosa di simile a: devi solo andare in chiesa".Ma non si tratta solo di quella battuta. Per quanto Thiel non abbia mai speso parole pubbliche per Wolfgang Palaver, l'influenza del teologo austriaco attraversa quasi tutto ciò che l'imprenditore ha mai detto o scritto sull'Anticristo e sul katechon. Negli anni '90, Palaver scrisse una serie di saggi su Carl Schmitt, il giurista tedesco a cui i nazisti si rivolsero per giustificare sul piano teorico il passaggio della Germania dalla democrazia alla dittatura. I saggi di Palaver si occupavano di un filone meno noto — teologico e apocalittico — del pensiero di Schmitt, e sembrano aver affascinato Thiel fin dal primo incontro tra i due, nel 1996. Nelle sue recenti conferenze e interviste sul tema, il linguaggio di Thiel combacia spesso con gli studi di Palaver, che a volte vengono direttamente parafrasati (Thiel non ha risposto alle richieste di commento di Wired).Ci si accorge di vivere in tempi bizzarri quando uno dei miliardari più influenti al mondo – l'investitore che ha dato impulso finanziario a Facebook e alla rivoluzione dell'intelligenza artificiale quando erano ancora agli albori, che ha co-fondato PayPal e Palantir e che ha lanciato la carriera di un vicepresidente statunitense – inizia a dedicare le sue apparizioni pubbliche a una serie di idee sull'Apocalisse prese in prestito da un giurista nazista (per capirci: parliamo del teorico che ha pubblicato la più importante difesa della Notte dei lunghi coltelli di Hitler).Carl Schmitt
Da dove arriva l’ossessione di Peter Thiel per l’Anticristo (e chi c'è dietro)
La fissazione del miliardario della tecnodestra americana, reduce da una serie di conferenze romane, nasce 30 anni fa grazie a un teologo e alle idee di un giurista nazista













