Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
16 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:58
Una Francia frammentata, spaccata da diverse spinte e senza ancora una bussola chiara su quello che succederà alle prossime presidenziali. Con un’astensione record tra il 41,5 e il 44% degli elettori, il primo turno delle elezioni Municipali consegna la fotografia di un Paese diviso e fortemente polarizzato. Se è difficile fare una valutazione complessiva, anche perché a livello locale non sempre i partiti si presentano con i propri simboli, resta il fatto che chi festeggia oggi sono le forze considerate più estreme a destra e sinistra: il Rassemblement National e la France Insoumise. Ma finito il primo round, ora si apre la guerra delle alleanze. Con un paradosso nuovo: fare accordi per Le Pen e i suoi sembra all’improvviso quasi più facile che riuscire a far trovare un’intesa alla sinistra. E solo da lì passeranno i vincitori.
A Parigi, si classificano al secondo turno ben cinque candidati: in testa il socialista Emmanuel Grégoire (37%), davanti di 10 punti all’ex ministra dell’era Sarkozy Rachida Dati (25%). Si sono classificati anche Sophia Chikirou de la France Insoumise (11,7%), il macroniano Pierre Yves Bournazel di Horizons (11%) e Sarah Knafo (10%) del partito di ultradestra Reconquete. Qui la campagna tesissima a sinistra e il buon risultato del collega dell’uscente Anne Hidalgo, sembrano impedire qualsiasi accordo a sinistra. Mentre il centrista Bournazel ha già teso la mano alla candidata dei Républicains. L’altro fronte caldo è quello di Marsiglia, dove l’unione delle sinistre (tranne LFI) ha spinto in testa l’uscente Benoit Payant (36,7%), ma con il candidato del Rassemblement National Frank Alloisio che lo tallona al 35%. Al 12 si classifica l’estrema destra di Martine Vassal e al 10 il candidato degli Insoumis Sebastien Delogu. Anche qui, poche o nulle le speranze di trovare un’intesa tra le sinistre e il partito di Jean-Luc Mélenchon e il rischio di consegnare la città alla destra è molto più che concreto. A Lione è testa a testa tra il Verde Grégory Doucet (37%) e la destra di Jean-Michel Aulas (36%). Passa il turno anche la candidata de la France Insoumise Anaïs Belouassa-Cherifi che, salvo sorprese, si ripresenterà dopo che le altre sinistre hanno rifiutato ogni accordo.
















