Un antipasto di presidenziali. Oggi in Francia si terrà il primo turno delle elezioni comunali – il secondo turno è previsto domenica prossima – l’ultimo banco di prova per i partiti francesi prima di entrare nel vivo della corsa per l’Eliseo. Le elezioni non avranno solo un impatto a livello locale, col rinnovo di 35 mila sindaci: daranno anche un’indicazione sull’umore politico del Paese e sullo stato di salute del presidente francese Emmanuel Macron e dei partiti che lo sostengono: Renaissance, Horizons e MoDem.

Il partito macroniano, Renaissance, guidato oggi dall’ex primo ministro e futuro candidato all’Eliseo Gabriel Attal, conta poco più di 580 rappresentanti locali: la scarsa rappresentanza nei comuni è figlia della débâcle subita alle elezioni amministrative del 2020. Per limitare i danni, Attal ha optato per la strategia delle alleanze con i candidati sindaco di centro e di destra già radicati nei territori. Ma come evidenziato dal Monde il rischio, per Renaissance, è quello di una progressiva estinzione dal panorama politico francese. Secondo un articolo del Figaro, dietro la discrezione di Macron sulle comunali ci sarebbe la tentazione di attribuire a Attal la responsabilità del fallimento annunciato, che metterà in luce tutta la debolezza della sua corrente politica. A quasi nove anni dall’ascesa all’Eliseo, nessuna grande città è guidata da un sindaco Renaissance. Il capo dello Stato si è accontentato di qualche piccolo segnale negli ultimi mesi. Lo scorso luglio, secondo le informazioni del Figaro, ha ricevuto in privato Jean-Michel Aulas, prima che l’ex presidente dell’Olympique Lione fosse sostenuto dal campo presidenziale e dalla destra per candidarsi alla carica di sindaco di Lione.