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13 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:26
Domenica si vota in Francia per il primo turno delle municipali. Il voto riguarda circa 35 mila Comuni e il ballottaggio è previsto il 22 marzo. Uno scrutinio dunque formalmente locale ma che, a poco più di un anno dalle presidenziali, viene percepito dai partiti e da molto osservatori come il primo vero test politico in vista del 2027. Una sorta di pre-campagna per l’Eliseo e una novità per la Francia, poiché, come ha fatto notare di recente Pascal Perrineau, docente universitario e specialista del Centro di studi politici Cevipof, negli ultimi trent’anni “si è scavato un baratro tra la Francia nazionale e la Francia locale”. Ma nel frattempo, il panorama politico francese è cambiato e la sua frammentazione, con l’avvento del macronismo e l’ascesa degli estremi, sta di fatto segnando il sorpasso del classico confronto tra destra gollista e sinistra socialista. E le vicine comunali ne sono un esempio.
Con l’Eliseo in prospettiva, alle urne si gioca domenica, da un lato, la “battaglia per l’egemonia a sinistra” tra partito socialista e France Insoumise: “Il vincitore spera di incarnare il voto utile contro l’estrema destra nel 2027”, scrive Le Monde. Dall’altro, il voto dirà quanto il Rassemblement national di estrema destra, che oggi governa una quindicina di comuni, ma solo una grande città, Perpignan, riuscirà a radicarsi a livello locale per trarne poi consenso nazionale: i sondaggi danno già praticamente certo l’accesso del Rn al ballottaggio per l’Eliseo. Le città che bisognerà seguire sono Nizza, Marsiglia, Tolone.












