Roma, 12 mar. (askanews) – La Francia andrà alle urne il 15 e il 22 marzo per eleggere 34.875 sindaci, in un voto considerato un test chiave in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. A capo di quasi 35.000 comuni – dalle grandi città ai villaggi con poche decine di abitanti – i sindaci sono considerati dai francesi fra le figure politiche più importanti perchè più vicine al loro quotidiano. Prova ne è che molti dei politici di fama a livello nazionale hanno almeno un loro “feudo” in provincia a cui devono spesso la loro stessa carriera, in alcuni casi anche quella di presidenti. Ci crede il leader del partito Orizzonti, Edouard Philippe, candidato sindaco aspirante presidente, che punta alla rielezione a Le Havre. L’ex primo ministro del presidente Emmanuel Macron ha già avvertito che se non sarà riconfermato non avrà il coraggio di correre per l’Eliseo.

Fra i partiti in lizza, la formazione di estrema destra Rassemblement National (Rn), sembra ad oggi la più combattiva. E se finora ha faticato a livello locale, spera di consolidare le città che già controlla – come Perpignan e Mentone – e di espandersi in aree urbane più ampie con l’obiettivo di guadagnare slancio per il 2027 anche se la sua potenziale candidata Marine Le Pen oggi rischia ancora l’ineleggibilità. In caso di esclusione c’è Jordan Bardella pronto a raccoglierne le redini. Rn a Mentone dovrà però vedersela con Louis Sarkozy, figlio dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, che è il candidato-sindaco del centro e della destra.