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23 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:42

Non è bastata la destra tutta unita, dai macroniani fino al Rassemblement National, per frenare l’ascesa del sindaco socialista Emmanuel Grégoire, che ha vinto l’elezione a sindaco di Parigi col 50,52% dei voti, nove punti sopra la sua rivale Rachida Dati, mentre Sophia Chikirou di La France Insoumise si è classificata terza con il 7,96% dei voti. Uno scarto molto ampio, che dimostra come non sia stata una battaglia all’ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resterà alla gauche anche dopo Anne Hidalgo. Bocciata l’alleanza della Dati, che per candidarsi al comune della capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultura, con i macroniani di Pierre-Yves Bournazel, che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra. Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un’avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le ripetute offerte di alleanza de La France Insoumise. “Parigi – sono state le prime parole del neosindaco Grégoire – ha deciso di rimanere fedele alla sua storia”. “E’ stata la vittoria di una certa idea di Parigi – ha aggiunto – una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi – ha proclamato – non è e mai sarà una città di estrema destra”.