Non è stata una battaglia all’ultimo voto e neppure una vittoria al fotofinish: Parigi, feudo socialista da 25 anni, resterà alla gauche anche dopo Anne Hidalgo.
Emmanuel Grégoire - suo erede - ha vinto ampiamente il ballottaggio respingendo la destra Rèpublicains di Rachida Dati con uno scarto molto ampio: 53% contro 38%, secondo le prime stime. Bocciata l’alleanza della Dati, che per candidarsi al comune della capitale aveva lasciato il governo e il ministero della Cultura, con i macroniani di Pierre-Yves Bournazel, che si era ritirato invitando i suoi elettori a votare per la destra. Opposta la strategia di Grégoire, che nonostante la minaccia di un’avversaria che avrebbe potuto raccogliere anche i voti di Sarah Knafo (estrema destra di Reconquète!), che si è ritirata, non ha accettato le ripetute offerte di alleanza de La France Insoumise.
«Parigi - sono state le prime parole del neosindaco Grégoire - ha deciso di rimanere fedele alla sua storia. È stata la vittoria di una certa idea di Parigi - ha aggiunto - una Parigi vitale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi - ha proclamato - non è e mai sarà una città di estrema destra».
Il candidato ecologista Grégory Doucet ha rivendicato la vittoria alle elezioni municipali di Lione, pur in attesa dei risultati definitivi. Lo riferisce Le Figaro. “Voglio ringraziarvi, vi siete mobilitati giorno e notte nelle ultime due settimane”, ha dichiarato, aggiungendo: “Una nuova pagina di Lione è stata scritta”, tra gli applausi dei sostenitori.










