Roma, 22 mar. (askanews) – La battaglia di Parigi l’ha vinta Emmanuel Grégoire, e non è un dettaglio locale ma il primo vero fatto politico delle municipali francesi. Nella capitale, dove il secondo turno era diventato un test nazionale sulla capacità della sinistra di resistere e della destra di ricompattarsi, il socialista ha respinto Rachida Dati e ha conservato alla gauche il municipio simbolicamente più pesante del paese. Non a caso Anne Hidalgo ha scandito: “Oggi consegno a Emmanuel Grégoire le chiavi della città”, mentre lo stesso Grégoire ha riconosciuto il debito politico verso la sindaca uscente: “So che non sarei qui se Anne Hidalgo non mi avesse dato la sua chance”. E’ da questa vittoria che bisogna partire per leggere il resto del voto, perché Parigi dice che il Partito socialista, pur indebolito sul piano nazionale, conserva ancora una capacità di consenso nelle grandi città.
Da qui emerge il primo asse dell’analisi: la tenuta, e in parte il rilancio, della sinistra urbana. Marsiglia resta a Benoît Payan, che ha battuto il candidato vicino alla destra lepenista del Rassemblement national (Rn) e ha confermato che nelle metropoli il voto continua a premiare candidature amministrative e coalizioni capaci di apparire come argine, più che come avanguardia ideologica. Perfino dove il Rn può rivendicare una crescita, come appunto a Marsiglia, i suoi dirigenti hanno cercato di trasformare la sconfitta in un segnale strategico, parlando di un “risultato storico” nonostante la mancata conquista della città.










