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26 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:08

“Parigi sarà il cuore della Resistenza contro l’unione delle destre”, dichiarava domenica scorsa Emmanuel Grégoire, appena eletto sindaco di Parigi. Una vittoria netta: 50,5% dei voti, contro il 41,5% della gollista Rachida Dati Anche a New York, il neo sindaco Kwame Mamdani, entrato in carica il primo gennaio, si è presentato come un baluardo contro Donald Trump e la destra radicale americana. Dunque: Parigi come New York? Risponde l’economista Frédéric Gilli, ricercatore associato a Sciences Po. “Parigi e New York occupano una posizione particolare nei rispettivi Paesi. Sono due città-simbolo, luoghi di concentrazione intellettuale, dove si forgiano le idee politiche, ma anche spazi dove la mondializzazione capitalistica in cui viviamo da quarant’anni, contribuendo all’accumulo delle ricchezze nelle grandi città, ha prodotto segregazione ed esclusione sociale. Entrambe vengono percepite come simboli della distanza tra élite e realtà. Può quindi sembrare paradossale che proprio queste due città si proclamino bastioni della Resistenza.

In realtà non c’è nulla di contraddittorio – spiega – . New York, una sorta di enclave europea negli Stati Uniti, detestata in molte aree del Paese, è un laboratorio di modelli alternativi. A sua volta Parigi suscita un rapporto di amore e odio nel resto della Francia: incarna insieme il potere centrale e l’ideale democratico e rivoluzionario francese. È una città nel mondo in cui è sempre stato il popolo a scrivere la storia. In questo senso è pienamente legittimo che il sindaco reclami questo ruolo. Esistono anche altre analogie: sia a Parigi che a New York l’estrema destra è minoritaria; e sia Mamdani sia Grégoire hanno vinto con progetti solidali e “liberali”, nel senso americano del termine. La differenza è che Mamdani è stato eletto più con i voti degli abitanti dei quartieri periferici, il Queens, il nord di Brooklyn e il Bronx, che di quelli di Manhattan. Se traduciamo questa geografia elettorale in Francia, dove Parigi e la sua area metropolitana restano amministrativamente separate, è come se Grégoire fosse stato eletto con i soli voti di Manhattan. Per correggere le davvero tensioni territoriali, Grégoire dovrebbe prendere la testa del Grande Parigi popolare.