Gli attacchi alla base in Kuwait di Ali al Salem e a Camp Singara, a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, che si sommano a una situazione di tensione “strutturale” delle base Unifil in Libano, al centro delle tensioni tra l’Idf ed Hezbollah, pongono l’accento sul fatto che i militari italiani dispiegati in Medio Oriente si trovano “in mezzo” alla crisi regionale scoppiata con la guerra tra Israele e Stati Uniti da una parte e l’Iran dall’altra. Iraq, Kuwait, Libano, Palestina ed Egitto: ecco dove si concentra la presenza italiana.

Iraq

L’Italia è tra i paesi europei più presenti in Iraq e continua a svolgere un ruolo rilevante sia nella cornice della coalizione anti-Daesh sia in quella della Nato Mission Iraq. Il nome della missione italiana è Operazione Prima Parthica, avviata il 14 ottobre 2014 e oggi agli ordini del colonnello Stefano Pizzotti. Il baricentro operativo italiano è Erbil, dove Camp Singara ospita il comando del contingente nazionale terrestre, ma una presenza italiana è anche a Baghdad, soprattutto nell’ambito della Nato Mission Iraq e delle strutture di supporto diplomatico e operativo come Union III e il Baghdad Diplomatic Support Center. Solo nel 2025 a Camp Singara sono stati addestrati in tutto oltre 1.200 militari curdi. Del contingente italiano a Erbil fa parte anche il Task Group Griffon, uno squadrone composto da 60 militari e alcuni elicotteri a disposizione della coalizione per il trasporto di personale e materiali nelle varie basi presenti nell’area settentrionale dell’Iraq. L’operazione Prima Parthica però non è solo addestramento militare. Il contingente italiano, infatti, è impegnato anche nelle attività di cooperazione civile e militare per sostenere la popolazione attraverso donazioni e attività benefiche. Per quanto riguarda i numeri, attualmente il contingente è stato fortemente ridotto. A fronte di un’autorizzazione parlamentare 2025 data per 1.270 unità, a quanto ha affermato nelle ultime ore il ministro della Difesa Guido Crosetto, il personale già ridimensionato in via precauzionale, ammonterebbe al momento a 141 unità che si stanno ridislocando temporaneamente; 102 soldati sono stati riportati in Italia, altri 75 sono stati spostati in Giordania.