Libano e Iraq. Due attacchi agli italiani in poche ore. In tarda serata un drone ha colpito un hotel a Baghdad dove alloggiava anche personale italiano, che si trovava comunque in sicurezza e non è stato coinvolto nell’esplosione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è messo in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa e il comandante del Comando operativo di vertice interforze, per avere aggiornamenti sul personale, che ha trovato riparo nei bunker.

Gli occhi del mondo, insomma, sono puntati sull’Iran. Ma è il Libano il fronte che rischia di incendiarsi. Dopo i bombardamenti su Beirut, la valle della Beqaa e il sud del Paese dei cedri, l'esercito israeliano ha annunciato l’inizio di “operazioni terrestri limitate” contro Hezbollah. Uno scenario che preoccupa i leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito, che ieri si sono detti «profondamente preoccupati» per la possibile offensiva di terra. «Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui e sollecitiamo un'immediata de-escalation» hanno proseguito i leader in un documento che doveva essere firmato da tutti i membri del G7 ma su cui Stati Uniti e Giappone hanno preferito astenersi. L’assenza di Washington però non ha bloccato l’iniziativa delle altre cinque potenze, che hanno deciso di andare avanti condannando gli attacchi di Hezbollah contro Israele ma anche quelli «diretti contro i civili, le infrastrutture civili e gli operatori sanitari» oltre che quelli contro Unifil.