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Nella base di Camp Singara operano istruttori, unità aeromobili e comando logistico del contingente italiano in Iraq. L’obiettivo è addestrare le forze curde e sostenere la coalizione internazionale contro lo Stato islamico

L’attacco che ha colpito la base italiana di Erbil, senza provocare vittime né feriti, ha riportato l’attenzione su una presenza militare che l’Italia mantiene da anni nel Kurdistan iracheno. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che un missile ha raggiunto la base ma che il personale italiano è rimasto illeso.

Ma il punto politico e strategico è un altro: a Erbil non c’è una forza da combattimento schierata per operazioni offensive, bensì il perno del contributo italiano alla missione in Iraq, centrato su addestramento, supporto, comando e cooperazione con le forze locali e con la coalizione internazionale anti-Daesh.