Si chiama Camp Singara, come l'omonima fortezza legionaria dei tempi di Settimio Severo, ed ospita circa 300 militari italiani che, da 14 anni ormai, coordinano l'addestramento dell'esercito peshmerga nel Kurdistan iracheno.
A Erbil, in quella terra di confine tra Siria, Turchia e Iran - nel mezzo del conflitto mediorientale - sorge una blindatissima base militare italiana, nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e che ha portato, negli anni, all'addestramento di migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma.
Dai corsi per tiratori scelti a quelli per la gestione delle sommosse, dal combattimento urbano a quello in montagna, la missione 'Prima Parthica' mette a disposizione la propria competenza per la formazione dei militari curdi in tre campi di addestramento, quello di Benaslawa, quello di Atrush e quello - più recente - di Sulaymaniyah. L'obiettivo è quello di formare i soldati per renderli progressivamente autonomi nella lotta contro la minaccia terroristica dell'Isis. Solo nel 2025 sono stati addestrati in tutto oltre 1.200 militari curdi.
Del contingente italiano a Erbil, guidato dal colonnello Stefano Pizzotti, fa parte anche il Task Group Griffon, uno squadrone composto da 60 militari e alcuni elicotteri a disposizione della coalizione per il trasporto di personale e materiali nelle varie basi presenti nell'area settentrionale dell'Iraq. L'operazione Prima Parthica però non è solo addestramento militare.






