Mille soldati italiani nelle basi del Golfo, tutti in sicurezza, nessun ferito. Dopo l’attacco della notte la priorità è stata una sola: mettere al riparo il personale. Le esercitazioni sono state immediatamente sospese, le attività di addestramento interrotte, i militari trasferiti nei bunker.

Il contingente italiano tra Iraq e Kuwait conta complessivamente circa un migliaio di unità. Il cuore della presenza è diviso tra la base di Ali Al Salem, in Kuwait, e quella di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Sono le due strutture più esposte dell’area e quelle dove si concentra la parte più consistente del dispositivo.

In Kuwait opera soprattutto la componente aerea italiana: droni per la sorveglianza, velivoli da trasporto, personale dell’Aeronautica impegnato in attività di supporto e coordinamento. La base è stata interessata dalla caduta di missili all’interno del perimetro e sono scattate le procedure di emergenza previste in questi casi.

A Erbil è presente un contingente numericamente rilevante composto da addestratori, personale di supporto e militari impegnati nella formazione delle forze di sicurezza locali. Anche qui, alla notizia dei raid, l’ordine è stato immediato: interruzione delle attività e trasferimento nei bunker.