ISTRANA (TREVISO) - «Gli allarmi sono continui, le sirene suonano sempre. È tutto molto difficile. Qui dentro siamo al sicuro, ma non poter mai uscire rende tutto più complicato».
Arrivano le voci dei militari del 51° Stormo di Istrana chiusi da sabato nel bunker della base aerea di Ali Al Salam in Kuwait. Tutte le normali attività di ricognizione affidate all'Aeronautica Militare italiana nell'ambito delle operazioni anti-Isis, sono completamente sospese. L'ordine arrivato da Roma è di restare tutti al riparo e di non correre rischi fino a nuovo ordine. «Hanno colpito e distrutto o pesantemente danneggiato le palazzine degli alloggi - dice un militare partito da Istrana - non abbiamo quindi più cambi e dobbiamo arrangiarci. C'è molta tensione».
Anche ieri è stata una giornata complicata. Sulla base non sono caduti missili come accaduto sabato e martedì. E non sono arrivati nemmeno i tanto temuti droni-kamikaze carichi di esplosivo che tanti danni hanno provocato nei giorni scorsi. Ma il Kuwait è sotto costante attacco da parte dell'Iran, che sta bersagliando tutti i paesi del Golfo che danno ospitalità a basi americane o occidentali. Ieri i portavoce dell'esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con «un'ondata di missili e droni» rilevata nello spazio aereo del paese e di essere al lavoro per intercettarli. Sono stati per lo più tutti abbattuti ma la certezza è che gli attacchi continueranno. La minaccia, insomma è costante e gli aerei e i mezzi di Ali Al Salam restano bersagli ambitissimi.











