ISTRANA (TREVISO) - Ci sono ancora cinque militari del 51esimo Stormo all'interno della base di Ali Al Salem in Kuwait, la stessa presa nuovamente di mira dai droni esplosivi lanciati dall'Iran: fortunatamente durante l'attacco di domenica sono rimasti al sicuro nei bunker. Fanno parte di quel che rimane dell'aliquota dell'Aeronautica Militare schierata nell'ambito dell'operazione internazionale di contrasto all'Isis. Fino alla scorsa settimana, di ufficiali e sottufficiali del 51esimo in Kuwait ce n'erano una quindicina. La maggior parte è però stata trasferita in basi più sicure in Arabia Saudita o riportata in Italia. Ad Ali Al Salem sono quindi rimasti in 5, su circa 80 militari italiani, addetti ai due Eurofigher schierati nella base. L'attacco di domenica è stato particolarmente violento distruggendo un drone da 30 milioni di euro usato dall'Aeronautica per operazioni di monitoraggio.
Quanto sta accadendo in Kuwait, uno dei paesi più bersagliati dai blitz iraniani, non viene sottovalutato dal governo. Ieri sul caso è intervenuta anche la Premier Giorgia Meloni, intervistata durante la trasmissione televisiva di Rete 4, Quarta Repubblica: «C'è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell'area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait. Anche se il numeri di militari che sono rimasti è stato ridotto, sono rimasti solo quelli strettamente necessari a far camminare missioni che dobbiamo ricordare essere importanti. Sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Secondo me in questo momento è molto importante la nostra solidarietà, e la nostra presenza, per i paesi del Golfo che sono nostri partner strategici. Senza dimenticare che in quella zona, in quell'area, abbiamo decine di migliaia di italiani. Dopodiché chiaramente lavoriamo per una de-escalation, cioè per fare in modo che la guerra possa terminare, che possa tornare la diplomazia».














