ISTRANA - Ancora missili sulla base di Ali al Salem in Kuwait dove, da sei giorni, l'aliquota di militari del 15' Stormo, quindici in tutto, è costretta a vivere dentro un bunker. A quanto si apprende nel mirino sarebbero finiti i rifornimenti di carburante. Le esplosioni hanno dato vita a un vasto incendio. Non ci sarebbero feriti tra il personale italiano, per il quale è già stata disposta una parziale evacuazione con il trasferimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 presenti da circa un mese ne rimarranno 82. L'annuncio è stato dato dal ministro della Difesa Guido Crosetto giovedì in Parlamento, quando ha illustrato un primo piano di evacuazione che verrà attuato non appena ci saranno le minime condizioni di sicurezza.
I missili, o più probabilmente droni-kamikaze partiti dall'Iran, hanno colpito diverse strutture della base araba. Da sabato scorso, quando è iniziato il conflitto che sta infiammando il Golfo, la struttura è stata colpita almeno 20 volte. Sono stati distrutti gli alloggi dei militari italiani che, però, al momento dell'impatto erano già tutti al sicuro. Nell'attacco di ieri, oltre ai serbatoi di carburante, sono stati colpiti anche gli hangar dove sono ospitati i due caccia Eurofighter dell'Aeronautica Militare utilizzati per la ricognizione nelle operazioni anti Isis, velivoli che però non provengono dalla base di Israna. Secondo quanto riportano le agenzie, i caccia non hanno subito danni importanti: «Nel Paese - spiegano fonti del posto e riportate dall'agenzia Ansa - ci sono due F2000, di cui uno è inefficiente da circa un mese. Entrambi sono stati interessati esclusivamente dalla proiezione di schemi, ma nei primi eventi di attacco. Non hanno avuto danni importanti». A Istrana intanto cresce l'apprensione per i militari dello Stormo.









