ISTRANA - Un senso d'insicurezza aleggia nell'area attorno alla base militare d'Istrana dopo i recenti sviluppi del conflitto in Medioriente. «Non si può ancora definire preoccupazione spiega una coppia di residenti a passeggio all'ombra del filo spinato che circonda la sede del 51esimo Stormo. Più che altro una tensione per quello che potrebbe succedere. Ai militari in missione, ma anche a noi».

Paradossalmente, a Pezzan e a Sala si percepisce un silenzio insolito: gli Eurofighter, gli F35 e gli F16 statunitensi, ai quali i residenti negli anni si sono abituati, non decollano più. Ed è un po' lo stesso silenzio che i cittadini dicono di avvertire dal personale che lavora all'interno della base (oltre 300 persone).

«È vero: c'è un riserbo strano su tutto ciò che riguarda la guerra spiega una barista di un locale in centro alla frazione di Pezzan. Qui molti hanno a che fare con il personale del 51esimo Stormo o comunque con l'aeroporto, ma nessuno si sbilancia nel dire qualcosa in più sull'andamento della guerra. Non ne parlano neanche qui al bar, dove in genere sono spensierati. Quando qualche compaesano tira fuori l'argomento, cala il silenzio».

«Conosco bene uno dei ragazzi bloccati nel bunker in Kuwait, così come tanti altri qui a Pezzan racconta Mario, un residente e nonostante questo leggiamo degli sviluppi soltanto sui giornali, perché il 51esimo ha l'ordine di mantenere il massimo riserbo sulle operazioni. È normale in un momento così delicato».