Lontani da Kuwait e Iraq, mentre si riflette sul futuro dei caschi blu lungo la linea di confine libanese, con un piano alternativo nel cassetto. Due settimane dopo lo scoppio della nuova guerra del Golfo, l’Italia ha una nuova postura, più arretrata verso Ovest. Libano a nord e Gibuti a sud resteranno - almeno temporaneamente - gli ultimi avamposti dei contingenti di pace dell’Italia in quel quadrante asiatico.

L’operazione di riposizionamento

Nell’area direttamente coinvolta dalla crisi in Medioriente, prima del conflitto c’erano 2.576 persone ma ora lo scenario è completamente diverso e almeno 400 soldati vengono complessivamente riposizionati. Dal Kuwait sono stati spostati 239 militari verso l’Arabia Saudita: su 321 iniziali ne sono rimasti 82 e sul campo restano due nostri caccia F2000, di cui uno è inefficiente da circa un mese. Entrambi sono stati colpiti da schegge durante i recenti attacchi.

In Qatar sette soldati su dieci dell’operazione Orice hanno raggiunto l’Arabia Saudita mentre in Bahrein si trovavano i cinque della Combined task force Mar Rosso e sono stati tutti ritirati.

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