VENEZIA - Non spetta alla Fondazione La Biennale di Venezia decidere quali Stati invitare e quali no. Non rientra tra le sue competenze e prerogative è scritto dappertutto a partire dallo statuto». Roberto Cicutto, veneziano già presidente della Biennale di Venezia (dal 2020 al 2024), nominato dall'allora ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, chiarisce un punto dirimente della vicenda. Facendo una premessa: «Non chiedetemi un commento sulla partecipazione della Russia alla prossima Esposizione internazionale d'Arte, perchè non ne faccio. Sapete bene quello che è lo stile della Biennale tra i vari presidenti che si sono succeduti. E anche il mio comportamento, che ho sempre mantenuto. La Biennale oggi non è di mia competenza e non è giusto parlare in casa d'altri. Io posso solo ricordare quello che stabiliscono i trattati internazionali, regolamenti e statuto. Senza, con questo, esprimere un'opinione».
Cicutto ha passato il testimone proprio a Pietrangelo Buttafuoco. Tra i due c'è un rapporto di stima e amicizia. Il suo lavoro, alla guida dell'istituzione veneziana, ha raccolto apprezzamenti unanimi anche dal governo Meloni che infatti lo ha confermato in carica fino al termine e alla scadenza naturale del mandato, senza chiederne le dimissioni anticipate. «Gli Stati esteri - prosegue Cicutto - sono proprietari dei padiglioni alla Biennale, perciò devono semplicemente comunicare se saranno presenti all'esposizione oppure no. Una comunicazione, non devono essere invitati».











