Il ministro della Cultura Alessandro Giuli non parteciperà a Venezia nelle giornate di pre-apertura della 61a Esposizione d’Arte della Biennale né alla cerimonia di inaugurazione, prevista il 9 maggio. Lo comunica una nota nel Mic.
Giuli, nei mesi passati, si è espresso in aperto dissenso con la scelta del presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco di permettere la riapertura del padiglione russo per la prima volta dal 2022. Ora il ministro annuncia ufficialmente che diserterà gli eventi istituzionali che apriranno la rassegna. Il comunicato arriva all’indomani della decisione della giuria dell’esposizione di escludere Russia e Israele dalla selezione dei premi.
Contro lo spazio dedicato agli artisti di Mosca, in particolare, è forte la condanna della Commissione europea. Il 10 aprile l’esecutivo comunitario ha inviato una lettera alla fondazione comunicando l’intenzione di sospendere o cancellare il finanziamento che le viene attualmente erogato all’interno di un programma europeo per il cinema. La Biennale ha tempo fino all’11 maggio per rispondere all’accusa di aver violato le sanzioni.
La Commissione ha chiesto anche un parere del governo italiano, a fine marzo. La risposta, come anticipato da Repubblica, è arrivata venerdì scorso: secondo la Farnesina l’istituzione lagunare non ha violato il regime sanzionatorio in vigore contro Mosca.










