Èun fuoco che non smette di essere alimentato il caso Russia alla Biennale d'Arte di Venezia.
Proteste e manifestazioni si sono accese nei giorni di pre-apertura su invito dei Padiglioni ai Giardini e all'Arsenale di Venezia.
Oggi arriva anche nuovo affondo dal ministro della Cultura Alessandro Giuli che ieri il presidente della Fondazione Pietrangelo Buttafuoco aveva ringraziato nella conferenza stampa di presentazione della 61/a Esposizione. L'Unione Europea annuncia che "nessun euro è stato versato finora alla Biennale" e ribadisce che la Commissione "è pronta a rescindere il contratto".
"Inopportuno portare fino Venezia" le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Segio Mattarella in occasione della presentazione dei David di Donatello al Quirinale, dice Giuli pungendo Buttafuoco, che aveva citato nella conferenza del 6 maggio le raccomandazioni del capo dello Stato di "andare avanti, avere audacia, sviluppare in libertà i progetti".
Resta, aggiunge il ministro della Cultura, che "la Russia putinista è presente a Venezia grazie ad un accordo fatto alle spalle del governo aggirando le sanzioni". Disertata l'apertura della Biennale al pubblico del 9 maggio, saltata la cerimonia di premiazione, Giuli annuncia anche che entro maggio visiterà il Padiglione Italia per "rendere onore all'arte italiana e all'Italia. Non so se ci sarà Buttafuoco, magari avrà altro da fare".














