VENEZIA - È durato solo un quarto d’ora, ma è stato più che sufficiente per rinfocolare lo scontro, ormai arrivato a livelli incandescenti. L’intervento di Alessandro Giuli, ieri alla diretta di Sky Tg24 Live in Roma, ha colpito il passaggio più significativo del discorso proferito mercoledì da Pietrangelo Buttafuoco («Andare avanti, avere audacia, sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti», citazione di Sergio Mattarella ai David di Donatello). Ebbene, non era il caso, secondo il ministro della Cultura: «Sono parole che aveva pronunciato il presidente della Repubblica ed è un po’ inopportuno portarsele dietro fino Venezia. Dove ci sono polemiche, bisogna proteggere chi rappresenta l’unità della nazione. Ma questo è un aspetto più di sgrammaticatura. In generale si doveva parlare di arte e si sta parlando di arte di regime, l’arte della Russia putinista che è presente a Venezia dopo quattro anni grazie a un accordo che è stato fatto alle spalle del Governo. Hanno avuto molto tempo, Biennale e Russia, per accordarsi sui termini di questo accordo e aggirare le sanzioni».

Giuli critica Buttafuoco: «Inopportuno citare Mattarella a Venezia» VIDEO

Giuli non ha fatto sconti a Buttafuoco, che pure il giorno prima lo aveva espressamente ringraziato. Il ministro ha ribadito che «la Biennale è autonoma e autonomamente sbaglia», ha evidenziato il dietrofront di Alexander Sokurov «che avrebbe dovuto rappresentare la voce della dissidenza», ha definito «una grande occasione mancata» tutta la vicenda: «Se avessimo fin dal principio, come Governo e come istituzioni internazionali, potuto conoscere i termini della questione, avremmo potuto perfino metterla al tavolo di un negoziato per un cessate il fuoco e, ottimisticamente, forse posso dire che avremmo anche ottenuto qualcosa, come la liberazione di qualche centinaio di bambini rapiti dai russi in Ucraina. Tutto questo non potrà avvenire. Quindi spero che tutto verrà lasciato alle nostre spalle il prima possibile e che si torni a parlare di arte, nella splendida città di Venezia e nella splendida Biennale a cui continuiamo a voler bene».