Violenze verbali, fisiche, psicologiche, molestie e violenza strutturale. In Piemonte come nel resto d’Italia i professionisti sanitari tecnici, della riabilitazione e della prevenzione subiscono quotidianamente aggressioni. «Una vera e propria emergenza che colpisce soprattutto le donne», dicono i primi dati dell’indagine nazionale avviata dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

In un anno 76 aggressioni all’ospedale Mauriziano: nel 74% dei casi per mano dei pazienti

La situazione

Il 43% dei professionisti ha subìto almeno un'aggressione negli ultimi 12 mesi, e il 38,4% ha vissuto almeno un episodio nel corso della propria carriera. «Oltre il 70% delle aggressioni sono di tipo verbale, mentre la violenza fisica riguarda circa 1 professionista su 6». I luoghi dove tutto ciò avviene non sono solo gli ospedali, e i pronto soccorso: «C’è chi ha denunciato di aver subìito aggressioni sul territorio, nelle RSA, nelle comunità riabilitative, negli studi privati, a casa degli assistiti, nelle scuole e durante attività di vigilanza e controllo». Una battaglia quotidiana che rivela un altro dato: «A seguito di episodi di violenza un professionista su tre ha avuto un risvolto psicologico importante». Il problema è che «non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un fenomeno diffuso e sottostimato», dichiara il presidente della Federazione, Diego Catania. «Gli episodi di violenza, risultato di una combinazione di fattori, legati all’organizzazione dei servizi, al sovraffollamento, alle liste d’attesa, alla carenza di personale, sommato alle condizioni in cui versano le persone assistite e al contesto sociale in cui ci troviamo a operare, sono all’ordine del giorno».