Anche lo scorso anno c’è stata una netta prevalenza di aggressioni verbali (69%) rispetto a quelle fisiche (25%) e contro le strutture (6%). E in più di 6 casi su 10 le vittime sono donne: la percentuale, infatti, supera il 60% nella maggior parte delle Regioni. Per oltre la metà gli episodi di violenza, fisica o verbale, riguardano il personale infermieristico (55%), seguito da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Il 12% delle segnalazioni, poi, riguarda altre categorie professionali, come dipendenti non sanitari e operatori nei front office (3%), vigilanti, soccorritori, ecc. (9%). Le aggressioni sono avvenute soprattutto in ambito ospedaliero, con il Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura e le Aree di Degenza che risultano i luoghi più critici. «I dati dimostrano che, nonostante l’inasprimento delle pene, la violenza non accenna a diminuire- commenta Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute- C’è la necessità di un cambio di passo immediato: presidi fissi di vigilanza nelle strutture più esposte, sistemi di controllo e monitoraggio più efficaci e strumenti tecnologici di allarme come i braccialetti antiaggressione e dispositivi di segnalazione rapida».