La violenza contro il personale sanitario continua a rappresentare un problema strutturale del sistema di assistenza in Italia. Medici, infermieri, soccorritori e volontari si trovano sempre più spesso a operare in contesti di tensione e rischio. I dati diffusi in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari confermano una situazione che resta preoccupante, tra aggressioni verbali, violenze fisiche e interventi delle forze dell’ordine.

Violenza contro gli operatori sanitari, cosa c’è dietro le aggressioni

di Emilio Piccione

Quasi 18mila aggressioni nel 2025

Nel 2025 si sono registrate quasi 18mila aggressioni ai danni di operatori sanitari e sociosanitari. È quanto emerge dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie pubblicata dal ministero della Salute. Gli episodi segnalati sono stati complessivamente circa 18mila, mentre il numero totale delle persone coinvolte ha superato le 23mila unità (23.367), considerando che un singolo evento può colpire più operatori. Il rapporto evidenzia una sostanziale stabilità del fenomeno rispetto al 2024, quando erano state registrate 18.392 aggressioni. Aumenta però il numero complessivo di operatori aggrediti: si passa da circa 22mila nel 2024 a oltre 23mila nel 2025.