Un infermiere su cinque negli ultimi tre anni ha subito un’aggressione. Tra il 2022 e il 2025 all’Asl si sono consumati 212 casi di violenza, di cui 52 fisici, con i 950 infermieri in forza all’azienda sanitaria come principali vittime. Il grido d’allarme, che ha riunito sindacati, ordini professionali e istituzioni, è stato lanciato alla conferenza regionale del Nursing Up tenutasi ad Astiss nei giorni scorsi. Enrico Mirisola, segretario provinciale del Nursing Up, ha spiegato cosa sta accadendo nelle corsie ospedaliere: «La violenza nei confronti degli operatori sanitari è un fenomeno in crescita, come dimostrano anche i recenti episodi verificatisi nel Pronto soccorso di Asti. Medici, infermieri, professionisti sanitari e Oss continuano a garantire assistenza in contesti complessi, ma sempre più spesso sono costretti a lavorare in condizioni di tensione e insicurezza». Mirisola ha sottolineato che «il problema non riguarda solo il Pronto soccorso, ma anche altri servizi territoriali ad alta complessità, dove il rischio di aggressioni è concreto e quotidiano».

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I provvedimenti

Pur riconoscendo gli interventi già avviati dall’Asl astigiana, come il rafforzamento del presidio delle guardie giurate e il collegamento diretto delle telecamere di sorveglianza con la centrale delle forze dell’ordine, Mirisola ha evidenziato la necessità di «rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione, valutando un presidio di polizia stabile o potenziato nelle fasce più critiche». «Tutelare chi cura è una responsabilità pubblica e una condizione essenziale per garantire un servizio sanitario sicuro ed efficace per tutti», ha aggiunto il sindacalista.