Un'arma da 25 mila euro ha cambiato il corso della Storia: i droni made in Iran, un quindicennio dopo la loro prima apparizione nel 2010, hanno rivoluzionato la strategia militare fino a costringere giganti come gli Usa, la Cina e la Russia a copiare la tecnologia partorita dalla Repubblica islamica.

All'epoca, il regime degli ayatollah annunciò al mondo il primo drone a lungo raggio, il Karrar capace di trasportare missili aria-terra, ma è solo nel 2012 che venne svelato lo 'Shahed-129', il padre dei micidiali droni Shahed-136 che oggi fanno strage in Ucraina o colpiscono gli obiettivi nel mirino della rappresaglia iraniana nel Golfo Persico e nei Paesi vicini.

La leggenda narra che gli iraniani abbiano realizzato quest'arma basandosi sulla tecnologia di un drone americano Lockheed Martin RQ-170 Sentinel, catturato nel nordest del Paese nel settembre del 2011.

Altri esperti ritengono però che il modello Shahed (che in farsi significa testimone) sia più simile a un drone tedesco degli anni '80, il Die Drohne Antiradar (Dar), con cui condivide le sembianze e anche l'idea di fondo, quella di essere un'arma 'kamikaze' economica per distruggere le infrastrutture nemiche senza impegnare asset più importanti e impegnativi come aerei, navi o batterie mobili.