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10 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:16

Il pacchetto comprende droni in grado di neutralizzare gli Shahed, oltre a tecnici e istruttori per utilizzarli. Volodymyr Zelensky tenta di entrare nella partita iraniana offrendo ai paesi del Golfo finiti sotto il fuoco di Teheran quanto di meglio l’Ucraina può offrire sul piano bellico. La partenza di un gruppo di addestratori è prevista per oggi, ha detto ieri il presidente ucraino ieri durante un incontro con il primo ministro olandese Rob Jetten, mettendo sul piatto il surplus produttivo ucraino di velivoli senza pilota: “Siamo pronti a vendere il volume che il nostro esercito non sta utilizzando. In linea di principio, è abbastanza grande. Tre paesi sono sicuramente pronti ad acquistare”. Con gli Stati Uniti, invece, la collaborazione sarebbe già avviata. Giovedì, ha spiegato il leader ucraino al New York Times, Washington ha presentato una richiesta di aiuto a Kiev e venerdì una squadra di addestratori è decollata alla volta della Giordania con il compito di studiare il modo di proteggere le basi militari Usa.

La proposta di Kiev parte da lontano. Subito dopo l’invasione russa, l’Ucraina ha utilizzato costosi missili o ancora più dispendiosi intercettori Patriot per abbattere i droni iraniani utilizzati dall’esercito russo. Una strategia che ben presto si è rivelata insostenibile economicamente: se uno Shahed costa tra i 50.000 e i 100.000 dollari, per un Patriot made in Usa ne servono tra i 3 e i 4 milioni. Così nel corso degli anni Kiev ha sviluppato intercettori a basso costo il cui prezzo si aggira tra i 1.000 e i 2.000 dollari – anche se per chi acquista dall’estero si sale considerando il costo degli istruttori e dei programmi di addestramento -, portando i sistemi dal prototipo alla produzione di massa. E ora si dice convinta di riuscire a mettere a disposizione degli Stati Uniti e dei loro alleati in Medio Oriente l’esperienza appresa negli ultimi 4 anni di guerra.