Il Mar Nero come lo Stretto di Hormuz: tra l’esperienza e le competenze maturate dall’Ucraina in più di quattro anni di guerra c’è anche lo sblocco del corridoio tra Odessa e il Bosforo, che ha garantito la ripresa della navigazione e delle esportazioni di grano. Al ritorno da un viaggio di quattro giorni in Medio Oriente, Volodymyr Zelensky ha detto lunedì di aver discusso con i propri interlocutori anche di questo: l’impiego di droni per assicurare la riapertura delle vie del mare. Uno dei modi con cui Kiev prova a inserirsi nei nuovi scenari creati dalla guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, trasformandoli in opportunità e offrendo cooperazione in cambio di supporto in ambito energetico, finanziario e nel complesso campo degli armamenti, dove la competizione per acquisire sistemi di difesa aerea si è fatta serrata.

«Abbiamo sollevato questo argomento perché la crisi energetica è una questione grave e urgente per il mondo intero – ha spiegato Zelensky -. Sanno di poter contare sulle nostre capacità in questo campo. Abbiamo condiviso la nostra esperienza nel corridoio del Mar Nero, il modo in cui le nostre Forze Armate sono riuscite a sbloccarlo».

L’asse Ucraina-Paesi del Golfo