Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato uno dei primi leader mondiali a sostenere la guerra in corso di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio. Per l'Ucraina, la scelta è stata logica: l'Iran è un alleato del Cremlino che ha sostenuto l'aggressione della Russia contro l'Ucraina e ha fornito droni a Mosca. A spiegare il contesto è il Kiev Independent, che racconta come, secondo gli analisti, Zelensky stia cercando di ingraziarsi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e di dimostrare che l'Ucraina è un alleato affidabile. «Sosteniamo gli Stati Uniti in questa operazione per dimostrare il nostro atteggiamento orientato alla partnership nei confronti degli Usa e per sfruttare le contraddizioni oggettive che stanno emergendo tra Usa e Russia», ha dichiarato al Kiev Independent l'analista politico Volodymyr Fesenko. «La Russia è alleata dell'Iran e stiamo dimostrando di essere dalla parte degli Stati Uniti».
L'ostilità di Trump nei confronti degli alleati russi come Iran e Venezuela non ha ancora influito sui suoi rapporti con il Cremlino. Inoltre, Trump si è mostrato riluttante a scontrarsi con Mosca e ad assumere una posizione più filo-ucraina nei colloqui di pace. Nel frattempo, la guerra in Iran potrebbe avere un impatto negativo sull'Ucraina, distogliendo l'attenzione di Washington e prosciugandone le risorse. Questo potrebbe bloccare le vendite di armi statunitensi a Kiev. «Se il regime islamista non verrà rovesciato, e al momento le probabilità non sono elevate, ci troveremo di fronte a un conflitto prolungato, che sottrarrà risorse all'Ucraina», ha dichiarato al Kiev Independent Ryhor Nizhnikau, esperto di Russia presso l'Istituto finlandese per gli affari internazionali. «Quanto più dura la guerra e quanto più instabilità regionale porta con sé, tanto peggio è per l'Ucraina».









